“Vivere il vino in armonia”, fatti non parole.

Premessa: questo post è (in parte) un post di autopromozione perchè è un post dove spiego un’operazione di marketing strategico e tattico che stiamo realizzando al Feudo di Santa Tresa, azienda viti-vinicola di Vittoria per cui lavoro.
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Se la cosa non vi piace, liberissimi, fermatevi qui e arrivederci al prossimo post.

Se invece la curiosità di vedere come realizzo quello che vado concionando in giro supera il fastidio per l’eventuale personal branding, potete provare a continuare.

Feudo di Santa Tresa è un’azienda di 50 ha complessivi di cui 40 di vigneto che si trova in località Santa Teresa (appunto), in comune di Vittoria.

L’azienda è certificata biologica, ma in realtà la visione della gestione è più ampia del semplice rispetto dei regolamenti dell’agricoltura biologica ed ha puntato a creare le condizioni per lo sviluppo di un ecosistema in equilibrio.

Per questo negli anni sono stati piantati gli ulivi, gli agrumi, qualche carrubo. Sono state introdotte le api e sono stati creati dei “giardini siciliani” in cui si trovano piante ed essenze tipiche della zona.

Questi interventi hanno favorito lo sviluppo di un ecosistema in cui (con)vivono insetti, uccelli, conigli selvatici (endemici nella zona), topi, volpi, rapaci, rettili ecc.

Per non farla troppo lunga, la sintesi di questo modo di gestire l’azienda è stata espressa quest’anno con il posizionamento o positioning statement VIVERE (IL VINO) IN ARMONIA, circostanziato così:

VIVERE (IL VINO) IN ARMONIA.
I vigneti e gli ulivi, gli aranci e i mandarini, i carrubi e i mandorli. I gelsi e l’erba.
Le api, i conigli, le volpi, i falchi, l’upupa, i cardellini, i gechi e le lucertole.
Sottoterra quello che non si vede, ma che rende la terra viva: le radici delle piante, gli insetti ed i microorganismi (come i rizhobium del favino che fissa che fissano l’azoto).
E poi noi, l’uomo. Non al centro, ma in mezzo alla natura; a volte guidandola ed altre seguendola.
A Santa Tresa la coltivazione biologica non è solo un modo per rispettare la natura, è il piacere di viverci insieme. Lei ci ripaga permettendoci di fare vini migliori.

(Fonte: estratto del folder per la rete vendita).

L’armonia della campagna si ritrova poi, ovviamente, anche nei profili sensoriali dei vini.

Per trasmettere questi concetti abbiamo deciso di sponsorizzare un concorso di composizione musicale organizzato dall’Associazione Amici della Musica “R. Lucchesi” di Vittoria che si chiama, appunto, “Vivere il vino in armonia” (non mi hanno lasciato usare le parentesi).

Il concorso è aperto a tutti i compositori residenti in Sicilia, per brani musicali di qualsiasi genere della durata assima di 10 minuti.

E’ una cosa che non ha un legame diretto con il vino e/o l’enogastronomia però ha un legame fortissimo con l’armonia.

Non è quindi una semplice iniziativa a latere, ma è un’iniziativa coerente con la visione aziendale: se per me l’armonia è importante (essenziale), scelgo di trasmetterla (anche) con attività legate ad una delle massime e classiche espressione dell’armonia, ossia la musica.

In questo senso è un’attività di comunicazione strategica, perchè punta a rafforzare ilo valore (l’equity) del posizionamento.

Nell’era della turbocompetizione però le strategie devono essere anche tattiche e le tattiche devono essere strategiche.

Dal punto di vista tattico quindi un concorso di composizione musicale genera dei contenuti interessanti anche in ambiti diversi da quello strettamente eno-gastronomico e quindi permette (potenzialmente) di allargare la visibilità della marca.

Inoltre alla fine del concorso Santa Tresa avrà la propria armonia nel senso letterale del termine, il suo “marchio musicale”.

Mi balenano in testa una serie idee per attività conseguenti / collaterali, ma, come dicevo domenica scorsa su biscomarketing, è il tempo di fatti, non parole.

Quindi per il mometo mi fermo qui, altrimenti l’autopromozione diventa troppa perfino per me.
Nota: questo post è uscito il 24 febbraio 2017 sul mio blog su Vinix.

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